Mese: maggio 2018

Mascolinizzazione della donna e femminilizzazione dell’uomo

A proposito della mascolinizzazione della donna:

Questo processo ha portato la donna oltre che potenziale genitrice anche ad assumere ruoli sociali di vertice. Posizioni che in ultima analisi si sono rivelate sterili, prive di poteri di controllo reali dell’io, perché appiattite su archetipi maschili. Purtroppo pero’ la sovrapposizione femminile ha indotto la parallela devitalizzazione del maschio e la nascita univoca di un individuo neutro, diviso tra lavoro e diletto irresponsabile.

Azzerata ogni differenza con il maschio, la donna ha pensato di poter trovare la strada della piena realizzazione sacrificando il suo tempo attivo sull’altare del lavoro.

Non è quindi un caso se le società del cosiddetto mondo avanzato sono quelle più socialmente in crisi e destinate alla estinzione. Società nelle quali la donna spende le sue energie migliori per soffocare la madre e ambire a ruoli maschili. Scoprirà poi alle soglie della maturità, che l’aver azzerato le differenze le ha solamente regalato una effimera felicità dalla quale la libertà non avrà tratto alcun giovamento. Il corso della storia ci ha testimoniato che ad ogni rivoluzione segue una reazione di recupero dell’ordine delle cose.

A fronte della mascolinizzazione della donna ci troviamo dinanzi al fenomeno della femminilizzazione del maschio

Sarebbe più appropriato parlare di ridotta “androgenizzazione” del maschio moderno o devirilizzazione.

Quello che in realtà si sta verificando è una modificazione (in senso femminile) dell’aspetto fisico del maschio (fenotipo),anche legato talvolta a una relativa riduzione dell’ormone maschile per eccellenza: il testosterone.

Ma dove e’ il maschio e dove e’ la femmina oggi?

Aldila’ dei discorsi prettamente medici, dal punto di vista psicologico invece il maschio sta perdendo la propria virilità a causa di una società in cui le donne stanno prendendo il sopravvento grazie alle proprie potenzialità e capacita’ da tutti i punti di vista e nei campi piu’ svariati. E’ innegabile che cio’ generi un pericolo per la nostra societa’ laddove l’inversioni dei ruoli e’ confondente sia sul piano dell’identità sia sul piano genitoriale. Nella coppia con figli, spesso, si trova il maschio-mammo  che e’ una delle piu’ evidenti femminilizzazioni della figura maschile, senza pensare poi alla perdita di responsabilità prettamente maschili che obtorto collo finiscono col gravare sul ruolo della donna. La donna di conseguenza si trova spesso a svolgere due ruoli contemporaneamente di donna e di uomo ognuna con le sue rispettivamente responsabilità. Tutto cio’ genera una super lavoro nella donna, uno stress che spesso la porta a perdere l’identità femminile nel senso piu’ puro, rischiando la mascolinizzazione, questo anche perche’ in alcuni tipi di lavoro vengono fatte richieste alle donne di tipo maschile. Di conseguenza la donna potrà sempre meno occuparsi dei suoi cuccioli qualora li abbia, oppure avere difficolta’ a metterli al mondo qualora non li abbia. E’ molto frequente trovare la donna che non riesce a rimanere incinta a fronte di esami diagnostici del tutto negativi sia in lei che nel partner……ma queste sono ipotesi ancora aperte.

Inoltre, il ribaltamento dei ruoli non incide positivamente sui figli all’interno di un nucleo familiare, in quanto i bambini nonché gli adolescenti hanno bisogno di trovare nella madre una donna accogliente e accudente seppur lavoratrice, e nel padre una figura di riferimento forte, vigorosa e determinata. L’assenza di cio’ puo’ provocare destabilizzazione nei figli e confusione,soprattutto per quanto riguarda le identificazioni, della figlia con la madre e del figlio con il padre.

In conclusione, si puo’ dire che, allo stato attuale, la situazione della donna e dell’uomo e’ molto completa e confusa, e ripensando all’800 non possiamo altro che invidiare la forte definizione dei ruoli, secolo in cui, vero e’, che la donna non aveva diritto al voto, conquistato in seguito, ma in cui aveva un ruolo forte di femmina, di donna, di madre e di moglie e l’uomo era uomo, un uomo su cui poter contare e ancora di riferimento, oggi e’ difficilmente cosi’. Ovviamente non va fatta una generalizzazione in entrambi i periodi storici ma una via di mezzo sarebbe la soluzione piu opportuna.

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