Mese: settembre 2018

Come far risalire l’autostima in tempi brevi

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Innanzitutto dobbiamo definire l’origine dell’autostima.

Correnti di pensiero dicono che sia di natura genetica, altre che sia di origine ambientale (vd. modello genitoriale) altre educative (vd.stili educativi).

Altri un mix.

Comunque sia, chi presenta un forma di autostima bassa soffre!

Non solo si vive come incapace, ma commette scelte non sempre adeguate che a loro volta incrinano ancor di piu’ l’autostima.

E allora come fare a risalire la china? Di seguito elencherò alcuni punti:

– accettare che oltre ai difetti si possiedono pregi e di conseguenza scoprirli e utilizzarli

– mettere in evidenza con se’ stessi e con gli altri, le proprie abilita’ senza vergognarsi

– essere consapevole della presenza di una parte interna denigratoria e svalutativa e arginarla

– allearsi con la parte “adulta sana” che funziona e far si ‘che  “abbracci” la parte infantile e vulnerabile insita in ciascuno di noi

– ammettere che, seppur si commettono degli errori, esso e’ un processo umano, ed e’ tutto riparabile

– non pretendere da se’  l’eccesso ed ossessivamente il successo ( se esso avviene da solo tanto meglio)

– imparare a godere dei propri successi e delle proprie capacita’

Ed infine non provare il senso di colpa di essere una persona capace!

Sono 8 punti non del tutto facili da perseguire, ma solo il riuscire a raggiungerne qualcuno potrebbe cambiare e/o modificare non solo l’autostima ma anche la qualità della vita in una direzione positiva.

Ma e’ possibile che l’uso di sostanze stupefacenti prenda il posto delle relazioni extraconiugali?

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Si! E’ possibile. E’ un fenomeno sempre piu’ in via di espansione, soprattutto nel genere maschile, e non fa alcuna differenza il tipo di droga usata, siano esse droghe cosiddette “leggere” quali la marijuana o l’hashish (calmanti) o pesanti come la cocaina (eccitante).

Si assiste sbalorditi all’aumento di questo fenomeno in cui il consumatore si comporta ugualmente all’uomo infedele: racconta bugie, si nasconde, prende tempo prima di ricomparire a casa e via dicendo.

La droga prende le forme di una donna che soddisfa, eccita o placa, diverte, ancor piu’ se abbinata al bere. Simile ad una ipotetica  “donna” che non da’ pensieri, piuttosto che distrae e alleggerisce la vita, di conseguenza l’impellente desiderio o bisogno di una partner viene meno.

Ma la cosa che stupisce maggiormente e’ che il consumo avviene per lo piu’ in solitudine, bypassando ogni forma di relazione e di interazione con altri esseri umani.

L’evitamento della relazione solleva dalle responsabilita’, da quelli che sono chiamati “fastidi” o limitazioni che una relazione, anche extraconiugale, potrebbe comportare. E allora la sostanza prende il posto della relazione, attivando anche un mondo immaginario leggero e libero da incombenze e da doveri.

Puo’ sia calmare che eccitare, ma comunque serve a compensare un profondo vuoto emozionale antico o attuale.

Detto cosi sembra tutto bello e lecito, invece no! Non scordiamoci che l’uomo e’ un animale sociale, fatto per stare con gli altri in molti modi, dai piu’ spensierati ai piu’ complessi, e che l’abuso di sostanze e’ sempre estremamente dannoso sia sul piano fisico che su quello psichico, comportando sia alterazioni del tono dell’umore sia neurologiche spesso anche gravi.

La sostituzione di un partner con l’uso di sostanze, non solo e’ indice di sofferenza psichica, ma a sua volta e’ molto probabile che ne generi ancora di piu’ nell’individuo, inconsapevolmente.

Una delle conseguenze piu’ evidenti sara’ quelle di non riuscire piu’ a stare nelle relazioni affettive, in coppia per esempio.

La droga non chiede, non pretende, non mette limiti. Ma c’e’ da chiedersi se questa e’ la vera libertà per un essere umano.

Non e’ un caso che venga chiamata TOSSICODIPENDENZA poiche’ e’ una vera e propria dipendenza, da una sostanza, ma e’ pur sempre una dipendenza, l’antitesi della libertà.

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A proposito dell’amore vero – parte 2

Faccio seguito all’articolo precedente circa l’amore vero, facendo tesoro di alcune considerazioni fatte dai miei lettori. E’ necessario tenere in considerazione un elemento fondamentale nelle relazioni affettive: capita sempre più spesso di credere di essere amati/e da un partner che pur dichiarando “amore infinito“ invece non sia capace in alcun modo non solo di dimostrarlo ma anche di provarlo se non per se stesso. Questo tipo di persone chiamati narcisisti, non sono in grado di “vedere“ altro da sé, impegnati a vedere solo se stessi e avendo un profondo vuoto affettivo che li rende incapaci del tutto di amare, di prendersi cura dell’altro, di dedicarsi all’altro, ma solo di pretendere dall’altro attenzioni, cure e amore, che il più delle volte non riesce a colmare il loro vuoto ancestrale. Queste personalità, che ripeto sono prese solo da se stesse, amano catturare prede pronte a dare ad oltranza, ma per loro non basta mai e non solo non sono in grado di corrispondere ma hanno bisogno sempre di una preda diversa e nuova. È da ricordare che sono capaci di grandi parole e dichiarazioni ma sono false!

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