Mese: gennaio 2018

Ci si vergogna di provar vergogna

La vergogna puo’ essere intesa come una difesa che protegge il narcisismo fragile, ma anche come espressione del narcisismo ferito. La vergogna puo’ essere intesa come espressione di una particolare strutturazione difensiva, ” la vergogna paralizzante”, la vergogna di “fare brutta figura” in cui l’individuo non si espone mai, mettendosi al riparo, e provandola raramente. Oppure la “vergogna intrapsichica” dove l’individuo si vergogna, ma controlla l’emozione e reagisce positivamente: si tratta di una vergogna anticipatrice che serve per controllare ed evitare le situazioni che possono minacciare il narcisismo fragile ed essere minacciose per l’intregrita’ del se’.

Ciascuno di noi ha provato il disagio e il turbamento di questa emozione, intensamente dolorosa, complessa e multifocale,ma alleata come modulatore delle nostre azioni.

Oggi e’ un sentimento che va sempre piu’ trasformandosi: apparentemente silente non potra’ mai scomparire, percio’ riaffora sotto mille forme.

La vergogna quindi  e’ l’altra parte della medaglia del narcisismo, ed ecco perche’ puo’ insorgere nelle relazioni affettive, o qualora si voglia  parlare in pubblico, o esporci in qualsivoglia modo: essa genera il timore di non essere all’altezza della situazione, proprio a causa di un narcisismo fragile e di una conseguente bassa autostima.

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NOVITÀ! recensioni di ex pazienti

  1. Per chi volesse sapere di più sulla mia persona e sul mio approccio clinico e modo di lavorare puo’ scorrere di seguito o cliccare su “chi sono” e poi su “recensioni”: potrà leggere alcune recensioni di miei cari ex pazienti che ringrazio per le loro parole che mi hanno colpito profondamente e mi danno forza ed energia ogni giorno  per continuare questo lavoro così difficile ma così meraviglioso! Grazie ancora

recensioni

Daniela P.

Attacchi di panico

Ho conosciuto la dottoressa quando gli attacchi di panico e una sterilità idiopatica mi rubavano la spensieratezza dei miei 30 anni.La sua empatia,la caparbietà,le competenze mi hanno regalato la maternità e la serenità.Le sarò per sempre riconoscente perché senza di lei la mia vita sarebbe stata buia…mi ha salvato la vita è ciò che penso quando la consiglio a chi mi chiede un aiuto psicologico..

laura

Un’ottima professionista e un’ottima persona. E’ stata fondamentale per superare il mio problema. Nel percorso insieme abbiamo lavorato su molte cose che mi hanno migliorato la vita. La consiglio con il cuore!

paola

Ho conosciuto la dottoressa Novelli in un periodo in cui non avevo energie per affrontare alcune situazioni che mi affliggevano.
Arrivavo agli incontri con la dottoressa dopo aver percorso 200km in treno con il mio ‘bagaglio di paure’ che la dottoressa,con professionalità,pazienza e determinazione,mi ha aiutato ad ‘alleggerire’ fino a svuotarlo dalle paure e a riempirlo di coraggio e fiducia in me stessa.
Ho avuto la fortuna di incontrare una eccellente professionista,una donna molto intelligente,empatica,colta e competente.

franco

La Dottoressa Novelli è una brava, è capace e preparata, è una bella persona che ama il suo lavoro. Le sono molto grato per la competenza e la dedizione che ha messo in campo ogni singola seduta, e mi ritengo fortunato ad averla incontrata. La consiglierei a chiunque.

mp.pagliari

Ho avuto il privilegio di incontrare la dottoressa Emanuela Novelli e di percorrere insieme una parte costitutiva della mia vita. Una rinascita.
Ero approdata al suo studio a 32 anni in una condizione penosa, di grande dissipazione energetica. Mi sentivo inutile, anzi dannosa, pensavo di sciupare, di inquinare, passare malattie, di mortificare. Sanguinavo nell’anima. Sentivo vicina la fine della mia vita.
Nel contempo avevo tanta rabbia che non usciva perché avevo paura di deflagrare. La dottoressa Novelli ha mi fermato l’emorragia dell’energia vitale, mi ha accolto e curato nella pace del suo studio, mi ha seguito nel ricostituirmi, mi ha accompagnato nel ridefinire i miei confini.
Insieme abbiamo fatto un lavoro profondo basato sulle libere associazioni e sull’analisi dei sogni che, da quando avevamo cominciato, arrivavano ogni notte sempre più copiosi, creativi, agitati, colorati, ricchi di spunti. Nel corso dell’analisi i sogni si facevano po’ alla volta meno violenti e riuscivo a salvare qualcosa che rappresentava la mia vita.
Con il percorso della psicoanalisi siamo arrivate al traguardo di farmi desiderare e percepire lo stato di benessere. Siamo arrivate alla definizione di me stessa, dei miei confini. Ero già molto felice…e da qui sono partita per affrontare la MIA vita!
Un’esperienza creativa e affascinante dove ho potuto sondare la ricchezza e la bellezza della mia esistenza.

marti.cipriani

Sono arrivata dalla Dott.ssa Novelli che ero pressoché una ragazzina, 17 anni e tante tante problematiche che assillavano la mia paura di maturare, di affrontare la vita, il tutto reso ancora più pesante da un’anoressia che era oramai conclamata ed evidente agli occhi di tutti. La Dott.ssa Novelli ha saputo entrare, con delicatezza e sicurezza, nel mio io più spaventato, lo ha preso e se ne è presa cura, ridandomi, piano piano, la speranza che la vita potesse regalarmi un’altra opportunità. E così ha fatto, ora che sono una donna, posso definirla la persona che ha salvato la mia vita, che mi ha ridato la salute, la fiducia e la voglia di amarmi nuovamente, per potere amare un’altra persona, speciale, che è diventato il papà delle mie due figlie.
Non smetterò mai di ringraziare la Dott.ssa per il lavoro fatto su di me, per la sua capacità unica di raccogliere una ragazza spaventata ed ai limiti della vita, e di renderla una donna.
Se qualcuno mi chiedesse a chi rivolgersi in caso di difficoltà, senza ogni dubbio mi verrebbe in mente il nome della Dott.ssa Novelli, che ha realmente salvato, con il suo lavoro, la mia vita.

pascan

Infertilità

È stato un percorso lungo e importante che mi ha consentito di risolvere, crescere e stare meglio. Sono passati anni ma non c’è giorno che non ripensi alla terapia e a quello che mi ha dato. La dott.ssa Novelli è una professionista eccellente.

linda

conosco la dott.ssa novelli da molti anni ed oltre ad essere una professionista seria ha la grande capacita di entrare in empatia con le persone che la contattano.
consigliata.

Gimmy

Disturbi alimentari

Ha dato lei molto più di quanto le abbia dato io,ho sempre contrastato quello che sarebbe servito X il mio bene,con tutte le mie forze ,eppure nonostante questo la dottoressa Novelli mi ha salvato dall’anoressia,dalla bulimia e da mille altre cose.Oggi penso che avrei potuto fare di più ,ascoltarla di più ,vederla di più. È’ stata in cardine ,un riferimento ,una guida ,una speranza e una famiglia,mi ha salvato da un incubo .Non potrei che consigliare lei,se avessi un amico o un figlio in difficoltà e che sta soffrendo,perché saprei di affidarlo in mani esperte e sicure .

Gianni

Come tutti, da sempre, ho tentato di risolvere qualsiasi problema anche psicologico facendo affidamento sulle mie forze, sulla struttura salvifica che mi ero costruito, una vita segnata da alcuni eventi traumatici, la perdita di mio giovane padre a 6 anni , un’innocenza violata, la scoperta dell’omosessualità, l’accettazione ma al tempo stesso la difficoltà nel comunicarla alle persone che mi amavano, il contesto sociale era quello della periferia romana negli anni 80, tutto era più difficile, l’omosessualità sembrava essere accettata solo agli artisti o a quei pochi coraggiosi che lottavano incuranti per la proprià libertà… io non ero un coraggioso. Il tempo passa, e ne passa tanto ad esser sincero e sulla struttura compaiono i primi segni di cedimento, la diga comincia a perder acqua, Sorgono quelli che si riveleranno essere dei veri e propri attacchi di panico violenti ed invalidanti. In quel momento mi sono reso conto di non poter più risolvere tutto da solo. L’analista di una cara amica mi fornisce il contatto della dottoressa Novelli, consuete tre sedute di conoscenza reciproca poi la Dottoressa mi propone di entrare in un gruppo composto da tre persone, non vi nascodo la mia titubanza, ma il bisogno era talmente grande che, stranamente per me, accettai la sfida. Relazionarmi, questo era il vero problema, con altre tre persone apparentemente lontane da me mille miglia sia per problematiche sia per ceto sociale, ho tolto la corazza e ho donato il mio cuore che non pensavo vivo, perdonatemi il romanticismo, nelle mani di tre persone e della Dottoressa Novelli
Ogni seduta uno step, un traguardo , tra entusiasmi ed difficoltà, la voglia di fuggire, la voglia di non presentarsi.
Ogni seduta un progresso, molte zavorre son cadute, prima tra tutte il coming out con persone alle quali voglio bene, molta rabbia è uscita fuori, energia negativa che ho liberato. Non parlo di un miracolo, spero di non trasmettere questo, l’analisi non mi ha stravolto la vita, sono sempre io, la stessa sensibilità, lo stesso essere umano fragile che chiese aiuto, ho una cosapevolezza diversa, imparare ad osservare la vita da una prospettiva diversa, c’è n’è sempre un’altra e lottare per ciò che posso cambiare e accettare quello che non posso. Spesso si parla dell’analisi come un percorso, per me lo è stato , lungo tutta la mia vita, ho ritrovato cose che mi ero perduto, persone che avevo lasciato e gettato altro che portavo inutilmente con me.
Di tutto ciò sarò sempre grato alla Dottoressa Novelli e al gruppo.

Francesco

Punto fermo del mio percorso, la Dottoressa Novelli é riuscita nel corso del tempo, in modo molto cauto , aiutandomi a riprendere in mano la mia vita e trasformarla completamente.
In un periodo scuro della mia vita dove non riuscivo a trovare nelle cose comuni il sorriso per andare avanti la dottoressa é riuscita ad offrirmi motivi sui quali far riflettere la mia felicitá e propagarla all’esterno.
É grazie alla sua disponibilità e bravura ,nei rapporti prima umani ed anche professionali, che mi é stato insegnato a condividire e godere della semplice felicitá.

Arianna A.

Ho avuto la fortuna di incontrare la Dott.ssa Emanuela Novelli in un periodo in cui non vedevo vie di uscita alla mia sofferenza. Certo, riuscivo a lavorare e quindi a mantenermi, ma ero arrivata al punto che preferivo lavorare… i fine-settimana erano diventati una sofferenza senza fine, una stanchezza cronica mi accompagnava per tutto il week-end e non vedevo l’ora che arrivasse il lunedì: cosa sicuramente non normale, non sana.
Parlo di fortuna perché incontrare la giusta psicoterapeuta in un momento della propria vita in cui, a causa del proprio vissuto, si sta attraversando un tunnel buio di cui non si riesce a vedere la fine, è di fondamentale importanza. Incontrare la persona giusta fa la differenza: nonostante le sedute fossero, a volte, molto dolorose e difficili, riuscivo comunque a non saltarne neanche una, perché per me erano l’unico modo per arrivare a vedere la luce alla fine del tunnel… e così è stato.
L’aggrapparmi alle sedute con la Dott.ssa Novelli, il vedere queste come l’unico mezzo a mia disposizione in quel sofferto periodo per arrivare ad avere una vita serena, era strettamente connesso alla figura della dottoressa. Mi ha saputo accompagnare in questo non facile percorso, diventando per me in quel periodo un punto di riferimento molto importante. Allo stesso tempo, nella fase finale della terapia, mi ha preparata, senza che io me ne rendessi conto immediatamente, a “camminare” da sola, recidendo in modo delicato e graduale il cordone ombelicale che inevitabilmente si crea tra una persona e il proprio psicoterapeuta.
Abbiamo affrontato insieme un percorso di terapia psicoanalitica che a tratti è stato molto difficile, ma, nonostante le difficoltà, le mie sedute con la dottoressa sono state per diverso tempo un bastone su cui appoggiarmi. Un bastone necessario in un periodo della mia vita in cui, grazie a lei e insieme a lei, mi fortificavo pian piano interiormente, in modo da riuscire ad affrontare con serenità le mille difficoltà, piccole o grandi, che tutti abbiamo nella vita e che sempre avremo. Il lavoro con lei mi ha permesso di acquisire quegli strumenti di cui tutti dovremmo essere in possesso per affrontare la vita, nel bene e nel male, in modo pieno e sereno.
Non finirò mai di ringraziarla per l’aiuto che mi ha dato e ancora adesso, nonostante siano già passati diversi anni, penso sempre a lei con affetto e gratitudine, perché rimane per me una persona e una professionista seria di riferimento a cui rivolgermi nel caso sentissi bisogno di un supporto psicologico.

Marina

Ho conosciuto la dott.ssa Novelli grazie ad una mia amica , sua ex paziente . Avevo già fatto un percorso analitico e sapevo che era molto importante , per un buon fine della terapia , instaurare da subito un rapporto ” empatico” e così è stato . Ho trovato in lei una vera professionista , mi ha aiutato a credere in me stessa , aumentare la mia autostima ed esprimere le mie emozioni .

Alessia

Ho conosciuto la dottoressa Novelli in occasione della perdita di mio padre. Ero giovane e un pilastro della mia vita era venuto meno. Grazie agli incontri con la dottoressa ho gradualmente riacquisito fiducia in me stessa, fino a lavorare e studiare insieme per laurearmi. Ha contribuito ad individuare i miei punti di forza e a fare leva su di essi. È stata in diversi momenti significativi della vita un punto di riferimento, come confronto, sostegno, conforto e spinta ad andare avanti e a migliorare. È una valida professionista, che insegna a valorizzare la propria dignità.

Bianca

L’ho incontrata ad un punto della mia vita in cui sembrava tutto morto. Era in effetti tutto morto. Ero molto sofferente. Avevo impacchettato e buttato via una parte di me, la più autentica e vitale. Un altro po’ di tempo e l’avrei persa per sempre. Un’analista sbagliata e non l’avrei più recuperata quella parte e con lei il gusto per la vita.

Invece ho incontrato la dott.ssa Novelli, grazie una serie di circostanze fortunate e …per un destino di rinascita che mi aspettava. Da allora abbiamo fatto un lungo percorso insieme. La strada del mio recupero non è stata facile, si potrebbe dire che è stata anche faticosa, eppure la fatica non l’ho mai sentita. Infatti non ho mai mancato una seduta perchè ogni volta che uscivo dal suo studio avevo qualcosa in più e un po’ di luce in più. Lei infatti è non solo una grande professionista, lei è una grande donna, luminosa e generosa.

Così, piano piano ho abbandonato il buio da cui venivo. Lei mi ha tenuto per mano anche attraverso momenti molto dolorosi, che non erano previsti quando iniziò la terapia: la malattia e la morte di mia madre quando ero ancora una giovane donna, il divorzio. Ma mi anche ha aiutato a godere pienamente delle cose belle che sono successe in questi anni: prima di tutto due gravidanze, due figli meravigliosi. E io non ero affatto una che sapeva godere delle cose belle! E ne ha fatto di fatica con me Emanuela Novelli….

Con lei ho imparato a non avere paura. Mi sono scoperta forte e allo stesso tempo mi sono accettata anche nelle mie parti fragili. Ho imparato a sentire il gusto di me stessa, ad essere consapevole e orgogliosa della mia femminilità, del mio essere donna. Ho imparato ad ascoltare il cuore e ad accordarlo alla testa, io che avevo sempre agito e costruito la mia vita come se il cuore non avesse alcun peso e non dovesse avere spazio nelle decisioni di vita. Ho imparato a mettere da parte schemi preconfezionati e a creare la mia vita a partire da me stessa. Ho imparato ad amare la mia anima, il mio modo di essere e il mio corpo.

Tutto questo nella mia analisi con lei, grazie alla mia analisi con lei, la dott.ssa Novelli. Mi ha guidata con intelligenza, perizia, pazienza, determinazione, senso pratico, attenzione, sensibilità e con fiducia. Ho sempre sentito la sua fiducia ed ho imparato ad averne anche io.

Senza di lei non ce l’avrei fatta. Avrei tirato i remi in barca, sarei probabilmente scivolata in una depressione inesorabile, avrei sicuramente moltiplicato i miei atteggiamenti autolesionisti, mi sarei chiusa in pensieri ossessivi. Invece oggi sono una donna soddisfatta, serena, piena e una professionista affermata. Una donna con i suoi problemi, certo, come tutti, ma con molti strumenti per affrontarli al meglio, strumenti che mi ha dato la dott.ssa Novelli.

Quando qualcuno ti svolta la vita, anzi ti riporta alla vita non si può ringraziare mai abbastanza…. Io sono infinitamente grata a questa donna eccezionale che per fortuna mia e dei suoi tanti pazienti ha deciso di fare la psicanalista e lo fa meravigliosamente bene.

fabio m.

Mi sono avvicinato alla Psicoterapia per la prima volta con la dottoressa Novelli. Avevo tanti timori (risultati, i tempi lunghi, costi) ho trovato una terapista empatica che in un periodo ragionevole mi ha aiutato a ritrovare la mia strada. Insieme abbiamo fatto un grande lavoro. Fabio M.

ELI

2018-01-18

Ho avuto la grande fortuna di incontrare la Dottoressa Novelli nel periodo forse più difficile della mia vita, avevo 24 anni e mio padre era appena venuto a mancare. Avevo bisogno di un sostegno psicologico che mi desse la forza di continuare a credere nella bellezza e nella vita. Insieme abbiamo intrapreso un percorso fatto di lunghe camminate, corse, pause, silenzi, curve difficili, discese e risalite. Con i giusti tempi, tappa dopo tappa, siamo arrivate alla fine della strada arricchite entrambe di un’esperienza unica e preziosa. Il percorso di psicoanalisi fatto con la Dottoressa mi ha aiutato a sciogliere tanti nodi che mi portavo dietro fin dall’infanzia e mi ha dato nuovi strumenti per affrontare il futuro in modo più consapevole e per superare i problemi con una sana autoanalisi quotidiana. Con gioia, fatica e determinazione in questi anni di terapia sono riuscita a portare a termine molti obbiettivi e ora dando uno sguardo al percorso fatto, nonostante la mia inguaribile tendenza all’autocritica, debbo ammettere di esserne assai soddisfatta. Ringrazio la Dottoressa la professionalità e per la passione con le quale affronta il suo lavoro ogni giorno.

 

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Madre e figlio dalla vita intrauterina in poi

Nella precoce (fino dalla vita fetale),profonda,emotivamente ricca,relazione con la madre si fondano e si costruiscono tutti quei nodi essenziali che possiamo chiamare “ le chiavi determinanti per la salute fisica e psichica“ futura. Quello che le moderne neuroscienze chiamano il sistema psiconeuro-endocrinoimmunologico.
L’impronta materna originaria,neuro/affettiva/relazionale,da un lato plasma nel piccolo la prima immagine di sé, forgia cioè la matrice da cui si svilupperà la personalità,dall’altro lato struttura il sistema che gli consentirà un equilibrio fisiologico e mentale e una capacità di autoregolazione,che a sua volta lo aiuterà nel progressivo distacco, non traumatico,dall’oggetto primario che gli ha fatto da guida, cioè dalla madre stessa.

Ciò che è accaduto al piccolo,nel bene e nel male,“nei primi 45 mesi determinanti per la vita” (9 mesi nel ventre materno e 36 mesi alla luce) resterà fissato nella memoria implicita e condizionerà per sempre il suo futuro.
Per sempre,l’equilibrio fisiologico e mentale del figlio sarà il riflesso dell’equilibrio fisiologico e mentale della madre.

Il rapporto tra madre e piccolo, fino dalla fase prenatale, non può fare a meno di strutturarsi su una serie di interazioni bio-psicologiche,che hanno la loro ragione di esistere nel concetto di “relazione”.

Si consideri ,per esempio, il fatto che l’embrione rilascia gruppi di cellule staminali, che oltrepassando la placenta, penetrano nella struttura materna, per aiutare a sistemare quegli organi che hanno bisogno di riparazione.
E’ un’azione inconscia,protettiva del piccolo prenatale verso il corpo della madre, cioè verso l’ambiente in cui sta crescendo. Ma è anche un segnale comunicativo verso la struttura che lo ospita. E’come se il nascituro dicesse “ ti do qualcosa di me perché tu stia meglio:dammi qualcosa di te”. E’ un processo di scambio basato sugli stimoli materni e sulla risposta fetale, dove  “ogni stimolo è destinato a diventare una componente della personalità che si sta formando,e dove la natura viene assorbita e ripresa dalla cultura”. (L.Ancona)
Lo psicologico materno diventa biologico e poi psicologico nel piccolo.
Questa dinamica, evolvendosi, trova la sua naturale maturazione nel processo di ATTACCAMENTO.
Nel cervello della madre sotto l’effetto della partecipazione emotivo/affettiva della relazione con il feto e poi con il neonato, si producono, insieme a dei neurotrasmettitori, anche dei neuromodulatori, che sono in grado di aumentare l’efficacia delle connessioni sinaptiche che si stanno formando, e che hanno la capacità di determinare dei cambiamenti duraturi .
L’avvenimento dell’attesa di un figlio, l’agire giornalmente in un lavoro di stimolazione che ha come fine ultimo il suo benessere nel presente e nel futuro, l’emozione del parto e poi il successivo periodo di intenso accudimento, consentono al cervello materno di produrre l’ossitocina, un neuromodulatore che agisce sulle connessioni neurali esistenti, trasformandole e avviando una fase di importanti mutamenti strutturali.
L’ossitocina,chiamato anche “l’ormone della fiducia e dei legami sociali”, favorisce il sentimento di tenerezza e facilita il complesso percorso dell’attaccamento, ma rinforza anche nel piccolo la tendenza a legarsi con gli altri, cioè a socializzare .
L’ossitocina nel corso del travaglio, stimolerà le contrazioni, e dopo il parto favorirà la produzione del latte.
Alcuni studi condotti con la risonanza magnetica nucleare funzionale, consentono di osservare chiaramente che quando le madri prendono in braccio il piccolo o anche soltanto indugiano a osservare la sua fotografia, si attivano le regioni cerebrali ricche di ossitocina.
Tutte queste considerazioni per ricordare alle madri, che dubitano di non essere all’altezza di sostenere il ruolo che le attende e che temono di non riuscire ad affrontare le responsabilità che la presenza di un figlio comporta, quanto sia saggia e previdente la natura. Questa ha,infatti, predisposto che nel cervello materno avvengano delle modificazioni endocrine in grado di trasformarsi in modificazioni affettive, tali da mantenere costantemente vivo il legame con il piccolo. Questi,contemporaneamente, assorbendo ossitocina, sviluppa e fissa per sempre il desiderio della relazione affettiva. Di qui inizia la lunga strada che porta alla maturazione del sentimento dell’EMPATIA.
La madre deve prendere coscienza che ogni stimolo amorevole che proviene dal suo ecosistema psicologico, ma anche neuro-endocrino, fornito dall’ambiente uterino di base, nutre la personalità relazionale del figlio, e che questi, ricco fino dalla fase fetale di abilità percettive, interattive, cognitive, si attacca a lei, ed è in grado di manifestare in modo attivo la sua soddisfazione.
Il senso di sicurezza del piccolo dopo la nascita deriverà dalla profondità del suo attaccamento alla madre.
Ed è sulla base di un felice e intenso attaccamento che incomincerà a svolgersi il processo di APPRENDIMENTO.

Fino a un certo momento della vita fetale non si può parlare di “percezione”, ma si deve parlare di “recezione” dei messaggi materni. Infatti la percezione è il risultato di una serie di operazioni mentali, che organizzano le diverse afferenze che provengono in contemporanea da molteplici sensorialità.
E’ attraverso questo cammino lento dall’afferenza di tipo biologico verso la percezione che è in grado di lasciare tracce nella memoria (la memoria implicita che si basa sulle strutture tattili/emozionali ) che si dipana, per gradi, proprio il processo di apprendimento.
Le iniziali esperienze relazionali fetali sono indispensabili per la successiva costruzione delle prime funzioni mentali propriamente dette, che a loro volta influenzeranno fortemente le fasi dell’ulteriore evoluzione.
Alla base dello sviluppo cerebrale e mentale umano c’è la predisposizione ad apprendere dall’esperienza.

La madre, coinvolgendo il feto e poi il neonato in una serie di esperienze/stimoli, gli insegna come costruire le modalità per l’apprendimento. Attraverso le esperienze gli insegna a “pensare”.
Si delinea così il concetto “dello strutturarsi di una mente primitiva anche in epoca fetale “.
Gli input recepibili dal feto dapprima saranno di tipo biochimico (attraverso la placenta dal metabolismo materno al feto ), poi tattile e uditivo, poi vestibolare, quindi di tipo olfattivo-gustativo e poi ancora proprioaccettivo muscolare.

Questa “teoria del protomentale” è necessaria per spiegare anche il concetto di”transgenerazionalità” e cioè della trasmissione da madre (ma anche da padre) in figlio di certe caratteristiche psicologiche.
E’ la conferma che la caratteristica dell’homo sapiens è possedere fino dall’inizio dell’esistenza intrauterina, una PREDISPOSIZIONE AL “MENTALE”, e che questo mentale inizia il suo sviluppo con la relazione tra l’embrione, e poi il feto, e la gestante.

Si può affermare che, fino dalla fase prenatale, il piccolo “sceglie” la madre come punto di riferimento per le sue prime esperienze interattive con la realtà esterna. Una scelta così intensa ed esclusiva da consentire poi al neonato di riconoscerne la voce, i richiami, i profumi,in mezzo a tanti segnali.

Il bambino, nelle sue prime relazioni con la madre e con il padre, dovrà costruirsi una classe di oggetti (parziali prima e più completi e integrati poi) cui dovrà dare una collocazione spazio-temporale all’interno di sé, in quello spazio metaforico che chiamiamo mondo interno. Un ruolo centrale avrà in questo processo l’esperienza che il bambino ha fatto nella sua crescita endouterina. Queste esperienze sono tutte affidate alla sensoriaIità (in primo luogo uditiva ma anche somoestesica, vestibolare, gustativa), che permetterà al feto di percepire i ritmi materni (cardiaci, respiratori, intestinali), i suoi propri ritmi e gli stimoli provenienti dall’ambiente esterno. Ne deriverà una interazione sensomotoria matemo-fetale la cui caratteristica essenziale è la costanza e la ritmicità. Questi stimoli funzioneranno da “oggetti modello” per la formazione di un primo abbozzo di rappresentazioni e costituiranno per il feto un contenitore ideale per una crescita che è fisica e mentale ad un tempo. In particolare, I’esperienza ritmica uditiva sarà essenziale per lo sviluppo delle funzioni psichiche che parteciperanno alla formazione della categoria mentale deputata alla definizione del bello. Vale forse la pena di accennare qui al fatto che la ritmicità è uno degli elementi essenziali del concetto del bello in ogni forma d’arte e non solo in musica

In questa linea di pensiero è suggestiva l’ipotesi che stati emotivi particolari, come ad esempio lo stato di trance che il suono del tamburo induce in alcuni popoli primitivi e, aggiungerei, lo stato di trance ipnotico che può essere indotto da alcuni ritmi in noi occidentali, sia legato ad esperienze musicali arcaiche radicate nelle prime esperienze che il bambino fa con la madre prima e dopo la nascita e in cui i ritmi biologici materni potrebbero avere un ruolo fondante.

In conclusione ritengo che la vita intrauterina sia determinante nella formazione della personalità dell’individuo in tutte le sue sfaccettature e nell’evoluzione di quella che poi sarà la personalità adulta

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