Mese: settembre 2017

I buchi della scuola elementare di stato italiana: ma perché?

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Di cosa c’e’ bisogno nella scuola elementare di stato? Di strutture!
Nella scuola elementare di stato manca tutto! Di conseguenza viene chiesto ai genitori una partecipazione massiccia e i genitori si offrono per pulire le aule, per portare materiale indispensabile come: la carta igienica, lo scottex, il sapone, i fazzoletti e molto altro,spesso aiutano i docenti anche a traslocare,perché l’istituzione scolastica non ha risorse economiche!
I genitori si offrono per fare l’orto, staccare le tende diventate oramai grigie e portarle a lavare, ripulire i banchi, far sparire chiodi pericolosi per i bambini dai muri e dalle sedie, e quindi poiché la scuola “chiede” i genitori si sentono autorizzati a collaborare e purtroppo anche legittimati spesso ad intrudere nelle linee didattiche e non solo.
I genitori acquisiscono un POTERE, che alcuni esercitano in modo garbato ma altri in modo invadente e intrusivo, dipende da chi ha figli più fragili o con problemi o meno.
Questo e’ un problema che gli insegnanti spesso si trovano ad affrontare, e la scuola si trova ad essere costretta a diventare sempre più rigida imponendo regole forti come quelle di non far entrare i genitori per portare materiale dimenticato dai figli o un ombrello, onde evitare di trovarsi il genitore, che ha collaborato a rendere la scuola meno fatisciente,o “che deve portare la carta igienica”, fuori dalla porta dell’aula in cui l’insegnante svolge la sua regolare lezione, solo per controllare il proprio figlio o la didattica. La scuola si chiude e il genitore si offende. E’ una contraddizione!
E’ come un ricamo che va svolto con pazienza,autorevolezza, rispetto delle regole e dei ruoli e gentilezza.
A questo punto entriamo nel punto nodale: c’e’ la distorsione della competenza: tutti divengono competenti di tutto. Il genitore vuole fare il maestro, l’insegnante deve fare anche lo psicologo, l’assistente sociale etc etc. Mentre ognuno dovrebbe svolgere il suo ruolo e/o il suo lavoro. Difatto il genitore che lascia il proprio figlio a scuola per cinque o otto ore, dovrebbe stare sereno piuttosto che ansioso, e questo accade di rado. La scuola italiana e’ povera, non vi sono investimenti sull’istruzione e tutto ciò si riverbera negativamente sul rapporto insegnanti/genitori. A discapito dei bambini. Poiché l’insegnante non ha materiali dalla scuola, dalle lavagne ad altro, e’ costretto a rifarsi ai genitori volenterosi chiedendo aiuto, ma tutto ciò potrebbe creare la confusione dei ruoli, inficiando sia la didattica che la gestione di situazioni particolari di competenza specifica dell’insegnante.
La scuola in genere e’ basata sul principio dell’inclusione:
– creare il gruppo classe
– creare un buon rapporto tra insegnanti
– creare un buon rapporto tra insegnanti e genitori
– creare un buon rapporto tra insegnanti e allievi
POICHE’ E’ UNA COMUNITA
Il genitore dovrebbe ascolater e “sentire” ciò che dice l’insegnante per il bene del bambino, ma non tutti i genitori sanno ascoltare.
Manca la figura professionale dello psicologo scolastico,(le ASL sono carenti) che dovrebbe sostenere genitori, bambini e insegnanti dando loro le giuste guidelines, diversamente invece accade in Europa.
Gli insegnanti si trovano costretti a fare molto di più, divenendo oberati di richieste, a fronte di un basso stipendio e di uno scarso ruolo sociale. Si trovano costretti a farsi delle competenze da soli, attraverso la frequentazione di corsi di aggiornamento, per potere affrontare al meglio le diverse problematiche che si presentano. Sono costretti a svolgere anche funzioni di psicologo, assistente sociale e baby sitter. Sono in aumento i DSA e BES,l’autismo, l’ADHD e l’insegnante si trova anche a dover stilare il PDP e il PEI per gli allievi disabili.
Questi oneri, a volte insostenibili, per i docenti della scuola italiana, di certo non rendono la scuola adeguatamente fruibile, un punto di crescita e di sereno sviluppo per i bambini; l’istituzione scolastica si regge solo sulla buona volonta di docenti che, trovandosi spesso di fronte alle problematiche suddette, si sentono soli e abbandonati e su genitori confusi che nel tentativo di “aiutare” una scuola cosi carente, talvolta inficiano l’andamento di una didattica già di per se’ difficile da svolgere per i tanti ostacoli che via via si incontrano.

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Guarire i traumi in tempi rapidi con l’EMDR

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Gentili lettori con la tecnica psicoterapica e neurofisiologica dell’Emdr, NOI terapeuti Emdr siamo in grado di affrontare e risolvere molti traumi che tanto fanno soffrire l’essere umano.

Questo breve scritto e’ rivolto a chi ha subito un o piu’ traumi ma anche a chi pur avendo fatto una psicoterapia o avendola in corso, non riesce a sbloccare e risolvere traumi particolari, come lutti, perdite, separazioni, angosce d’abbandono, dipendenze, ansie sociali, ossessioni e fobie gravi.

In tempi rapidi che vanno dalle 8 alle 12 sedute, noi terapeuti Emdr, forti anche di una lunga formazione psicoterapeutica alle spalle, possiamo affrontare,sbloccare e risolvere i suddetti traumi.

L’Emdr  e’ riconosciuta dall’Ordine dei medici italiano dal 2013, negli USA e nel Regno Unito. Studi scientifici stanno documentando l’efficacia di questa tecnica, anche nei traumi con la T maiuscola: come i sopravvissuti a terremoti, alluvioni, gravi incidenti ed eventi bellici.

 

Quando “sbagliare”apre nuovi sentieri

Sbagliare:un termine cosi importante,così difficile,cosi comune ma così doloroso al contempo.

Sbagliare ha tante sfaccettature:sbagliare sul lavoro,in amore,nello scegliere,nel comportarsi,nel consentire ciò che non si dovrebbe consentire mai,nella valutazione di chi non merita.

Sbagliare fa male prima a se stessi che agli altri:e questo fa la differenza sostanziale! Spesso si sbaglia senza saperlo,addirittura credendo di far bene.Quando si comprende l’errore o gli errori spesso è troppo tardi.Ma c’è un momento che può salvare l’essere umano:

LA CONSAPEVOLEZZA. La consapevolezza che malgrado il percorso sia giusto,ad un certo punto,un nodo può impedire la realizzazione finale del progetto.

Capire l’errore,esserne consapevole, apre vie inaspettate,perché la Psiche è plastica.Può aprire nuovi percorsi; dal cambiare totalmente stile di vita,a rivoltare le nostre scelte,a rivalutare aspetti dimenticati,a intraprendere nuovi sentieri.Da qui,la considerazione che lo “sbaglio” non sempre ferma l’individuo,ma addirittura può farlo ripartire con più grinta e forza di prima,in virtù della consapevolezza di ciò che è stato e del suo vissuto personale in prospettiva di una evoluzione positiva sia sul piano emozionale che razionale.

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