Mese: maggio 2017

Cosa fare difronte al fenomeno “bullismo”: alcuni punti utili a genitori e figli

• Essere in questa situazione può farti sentire molto triste, spaventato e impotente. Fare qualcosa     può sembrarti difficile, ma ci sono alcuni modi  utili per affrontare qualcuno che fa il prepotente con te:
• Cerca di farti vedere calmo e tranquillo, anche se hai paura. Prova a fare in modo che chi fa il bullo non capisca che te la prendi perché è proprio quello che vuole
• Non sentirti costretto a fare cose che non vuoi fare
• Prova ad ignorare quello che ti dice e a pensare, invece, a qualcosa di positivo su di te
• Cerca di capire quando è meglio andare via, allontanandoti dalla situazione
• Se ti senti un po’ solo cerca di farti nuovi amici, sono sempre una risorsa importante
• Racconta a qualcuno di cui ti fidi quello che sta succedendo (un insegnante, un amico più grande di te, i tuoi genitori).
• Spiega chiaramente che la situazione ti crea dei problemi e che per te è importante che venga fatto qualcosa.
• Continua a parlare di quello che accade finché non viene raggiunto questo risultato
• Non avere paura di dire a qualcuno quello che succede, non è colpa tua! Parlare con chi ti può aiutare è il modo migliore per risolvere la
situazione
• Non pensare che dicendolo a qualcuno andrai incontro a problemi peggiori, se chiedi aiuto allora non sei più da solo e potete pensare insieme a
come risolvere questo problema
• Nessuno ha il diritto di fare il prepotente con te, se qualcuno dà fastidio a te o a qualcuno cui vuoi bene ti senti dispiaciuto e a disagio, hai
tutte le ragioni per dirlo a qualcuno
• Non accettare che qualcuno sia aggressivo con te! Può non essere facile fermare questo comportamento, ma è possibile!

Cosa puoi fare se vedi che qualcuno è vittima di bullismo

Il bullismo è uno dei motivi più frequenti per cui, tra i 5 e i 14 anni, ci si rivolge a qualcuno per ottenere un aiuto a risolvere un problema. Anche tu puoi avere un ruolo importante! 
Prima di tutto, se vedi qualcuno in difficoltà perché subisce la prepotenza di qualcun altro, non cercare di risolvere il problema da solo. Riferisci quello che hai visto ad un adulto o all’insegnante. 
Comportati con lui come un amico cercando di ascoltarlo e rassicurarlo, è probabile che si senta solo e molto triste.
Consiglia di esporre subito la sua situazione ad un adulto di fiducia, potrà essere aiutato ad affrontare e risolvere questo problema.

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Quale e’ la differenza tra amore e dipendenza affettiva?

Spesso e’ difficile distinguere se si e’ realmente innamorati o dipendenti: questo perché in entrambi i casi si e’ coinvolti emotivamente.

Pero’ cambiano alcune cose!

In una relazione d’amore autentica si vuole la felicita’ dell’altro e si gioisce, diversamente, se si e’ dipendenti, si ha bisogno dell’altro e il più delle volte non si sta bene, non si e’ ne’ sereni ne’ felici. Nel rapporto d’amore regna sovrana la libertà reciproca, nella dipendenza affettiva, come il termine stesso ci indica, si e’ dipendenti quindi bloccati nella nostra creatività e nella nostra libertà sia di espressione che di essere quel che si e’. Le persone che soffrono di dipendenza affettiva spesso sono competitive e le loro relazioni sono fondate su Thanatos (aggressività) differentemente dalle relazioni d’amore dove tra i due innamorati c’e’ simmetria e condivisione: regna l’Eros, per cui si tende a stare bene e sereni. Le persone affette da dipendenza affettiva al contrario sono sofferenti e provano emozioni contrastanti fino all’autodistruzione.Infatti il più delle volte chi esce da una dipendenza affettiva presenta una forte sindrome ansioso-depressiva ed e’ necessario un sostegno psicoterapeutico quanto prima.
Nelle relazioni d’amore si ha la spinta verso l’altro, le attenzioni, la generosità e la fiducia. Differentemente tra due dipendenti affettivi non si crea la complicità bensì la sospettosita’ alimentata dagli aspetti ossessivi e persecutori con conseguente ansia. Una coppia dove regna l’amore ama costruire insieme, crescere e maturare insieme, affrontare giorno per giorno le difficoltà sia della vita che della relazione stessa. Ovviamente non possiamo pensare che esista la coppia “perfetta”: la forza della relazione d’amore autentica sarà proprio nell’affrontare le difficoltà attraverso confronti, discussioni, autenticità, ma ritornando sempre sulla via maestra insieme e talvolta più forti di prima. Differentemente nelle relazioni che si fondano sulla dipendenza affettiva, spesso uno dei due, se non entrambi, tende a regredire, a stare male e a mettere in discussione le proprie capacita’: e’ allora che si comprende che questo tipo di coppie non funziona!
La dipendenza affettiva e’ molto simile alle altre forme di dipendenza: da droghe, cibo, gioco d’azzardo e sessuale; per tutte quante si raccomanda un trattamento psicoterapeutico con il fine di affrontare il tema della dipendenza, elaborarlo e risolverlo definitivamente, per accedere ad una qualità della vita certamente migliore.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE COMUNICARE AI FIGLI CHE CI SI SEPARA

Comunicare ai figli che ci si separa può essere fatto e deve essere fatto!

La comunicazione autentica e’ di fondamentale importanza nel determinare il modo in cui il figlio/a affronterà gli eventi futuri.
Difatto rimanere in silenzio o evitare la comunicazione non sono la migliore strada da seguire: anche quando i figli sono piccoli, bambini, e si crede che il bambino non possa capire, egli ha diritto ad una spiegazione precisa e coerente del modo in cui la separazione dei genitori influenzerà la sua vita: inoltre la spiegazione leale e sincera eviterà sia la costruzione di fantasmi persecutori nel figlio/a che di vissuti abbandonici.
Quando si e’ certi della separazione e’ bene comunicarlo ai propri figli, e sarebbe opinabile attendere il tempo necessario per essere in grado di gestire le emozioni ed avere le idee ben chiare: il tipo di affidamento, dove abiterà il figlio/a, i ritmi di frequentazione dei genitori, etc etc.
E’ necessario sempre ricordare che se i figli sono piccoli, essi avranno una percezione del tempo diversa dall’adulto e fare la comunicazione troppo presto potrebbe essere portatrice di ansie inutili e generare comportamenti inadeguati.
Partendo quindi dal presupposto che la comunicazione/spiegazione va data, la modalità comunicativa dipenderà da diversi fattori:
– l’eta’ del figlio
– il tipo di rapporto esistente nella coppia
– i cambiamenti in seguito alla separazione
– presenza di eventuali partner e/o altri figli

LINEE GUIDA DELLA COMUNICAZIONE

– Se la situazione fosse conflittuale,la coppia deve essere unita difronte ai propri figli affinché arrivi un messaggio unico
– La comunicazione deve essere breve e mirata
– La spiegazione deve basarsi su ciò che avverrà, includendo dettagli riguardo chi,quando,dove e come si prenderà cura di loro
Cio’ rassicura i figli e contemporaneamente vanno rassicurati anche circa ciò che si prova per loro
– E’ fondamentale la sincerità, ma da modellare in base all’eta’ dei figli
– I genitori debbono accettare le eventuali reazioni dei figli, consapevoli di non poterle controllare totalmente, incoraggiandoli a porre le domande e ad
esprimere le loro emozioni

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A proposito del narcisista patologico: l’erosione dell’identità,il silenzio e la triangolazione – parte II (parte I, 11 aprile)

  1. Il narcisista patologico priva l’altro/a della dignità riprendendosi tutto ciò che ha finto di provare durante il primo periodo in cui ha idealizzato l’altro/a. Genera nell’altro/a un senso di vergogna, inferiorità e instabilità perché e’ codardo e incapace di relazioni sane con individui forti e sicuri di se’.

Spesso sceglie persone molto affermate e idealiste perché questi soggetti hanno di più da perdere. Read More

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