Curare un narcisista e’ possibile – Parte III (parte I,11 aprile, parte II, 3 maggio)

Il narcisista non vuole alcun tipo di aiuto, rifugge dalla propria inadeguatezza profonda. Contemporaneamente nutre una grande sfiducia verso chiunque lo possa aiutare e disprezza  generalmente psicologi e psicoterapeuti. Possiamo pensare che il narcisista si possa rivolgere alla nostra categoria solo quando l’abuso di sostanze stupefacenti, la depressione, altri sintomi legati al disturbo di personalità, divengono intollerabili. Il narcisista acuto si muove solo per se stesso o quando deve utilizzare l’altro, incluso il terapeuta, non perché voglia far piacere al partner, e solo per un vantaggio personale.

Tuttavia, in psicoterapia ad orientamento psicoanalitico, ed in particolare quei modelli che si occupano di disturbi narcisistici della personalità, il narcisista può essere aiutato a riattivare  quel nucleo “sano”, quel nucleo d’amore, molto profondo, che esiste in lui, sempre che decida  da se’ di affrontare i sintomi e la frustrazione che permea ogni  sua relazione d’amore e non: non dobbiamo dimenticare che i narcisisti, spesso sulla scia della sofferenza, dell’isolamento e dell’angoscia, possono acquisire la consapevolezza del  proprio limite e della necessita’ di farsi aiutare. Non sarà mai l’altro/a a curare il narcisista all’interno di una relazione dipendente, se non aiutarlo attraverso l’acquisizione della consapevolezza di quanto la relazione “malata” serva a convalidare il disturbo narcisistico stesso.

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