L’uso della cannabis: cosa comporta e genera nell’individuo

Inizio con una sintetica carrellata dei sintomi per poi approfondirne le motivazioni

– perdita di memoria,senso di paura, alterazione della percezione,ebbrezza, allucinazioni,

cambiamenti del tono dell’umore

– sindrome amotivazionale

come per l’alcol: influiscono negativamente sulla comprensione dei testi scritti

difficolta’ ad esprimersi oralmente

Difficolta’ a risolvere problemi

3 sigarette contenenti canapa corrispondono a 20 sigarette normali

può danneggiare i polmoni e far nascere i figli sottopeso

Possono generare danni cerebrali nella comunicazione tra neuroni

Esiste anche il fenomeno della SENSIBILIZZAZIONE, ovvero una quantità innocua per una persona che non ha mai fumato, su di una che ne ha fatto uso (sensibilizzata) produce invece effetti devastanti: le sostanze psicotrope possono alterare i processi neurochimici del cervello e possono influenzare lo sviluppo neurobiologico del cervello dell’adolescente che e’ ancora in un periodo di intensa plasticità neuronale

USO DI DROGHE: MOTIVAZIONI PSICOLOGICHE E SUE CONSEGUENZE

Spesso i giovani incontrano la cannabis per gioco o per appartenenza al branco, senza sapere a cosa vanno incontro.

La cannabis di oggi non e’ assolutamente quella di un tempo, poiché viene mischiata con altre sostanze o sintetiche o con additivi quali, veleno per topi, sterco, gomma fusa di copertoni di auto ed altro ancora. La stessa “erba” che risulta verde, può contenere sostanze sintetiche trasparenti.

Le motivazioni psicologiche quindi possono partire dal gioco, ma convertirsi con il desiderio di ridere, non pensare, non avere forme di ansia fino ad addirittura spegnere il cervello (come taluni dicono). Ricordo che il pensiero e’ cio’ che ci distingue dagli animali, prezioso per l’uomo. Tutto questo comporta danni non solo sull’apprendimento ma anche sulla concentrazione, nonché sulla memoria. Fondamentale e’ lo sviluppo della sindrome amotivazionale in cui l’individuo perde l’interesse e la voglia di intraprendere e svolgere molte attività utili e stimolanti per la propria vita, lasciandosi andare fino a sviluppare forme di depressione. In una ricerca americana pubblicata due anni fa circa su Focus si e’ potuto dimostrare con un follow up attraverso la risonanza magnetica, cosa provoca l’assunzione della cannabis nel cervello : buchi. Buchi irreversibili che colpiscono le aree più disparate.

Il desiderio di farsi una canna, che non e’ mai solo una, e’ quello di mettere a tacere problematiche più profonde, stati d’ansia o di angoscia, ma e’ un paliativo poiché dopo poco l’ansia riemerge e comporta la necessita’ di un’altra assunzione. Nei consumatori veterani l’assunzione di cannabis determina anche l’emersione di aspetti persecutori o della paranoia. Questa ovviamente e’ una sintesi di ciò che possono provocare quelle che vengono chiamate “droghe leggere” ma che allo stato non sono assolutamente leggere.

Categories: Articoli salvavita

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.