Scegliere o essere scelti: fa la differenza?

“Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare. Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano e dopo non sei più uguale. A quel punto le soluzioni sono due: o scappi cercando di lasciarle alle spalle e ti fermi e le affronti. Qualsiasi soluzione tu scelga ti cambia, e tu hai solo la possibilità di scegliere se in bene o in male”

Giorgio Faletti

  Nelle relazioni d’amore lo scegliere o l’essere scelti risale all’educazione o alle esperienze della prima infanzia. Il genitore che educa il proprio figlio al pensiero libero lo educherà anche a scegliere e non ad essere scelto, se non ad essere scelto da chi piace. Purtroppo non sempre accade che le cose vadano cosi e allora la bassa autostima induce l’individuo ad accompagnarsi o a unirsi da chi lo sceglie o per timore di scegliere o solo per il fatto di non saperlo fare o perché la bassa autostima non permette non solo di scegliere, ma di fare scelte rilevanti che abbiano un peso specifico e siano all’altezza del nostro valore. E allora cosa succede veramente? Si e’ scelti! E si può essere scelti anche dal primo/a che capita creandosi poi conflitti derivanti dai diversi stili educativi o dai diversi ideali e modi di concepire la vita.

Ci dicono da subito una frase, ci insegnano e ci consegnano una specie di formula magica con cui, pare, dovremo fare i conti per quasi tutta la vita. La frase è: “fai una scelta”. Che detta così sembra apparentemente una delle massime espressioni della libertà individuale, e invece non è proprio da intendersi in questo modo. Intanto, “fare una scelta”, laddove non si hanno molte  scelte da fare, o che non si sanno fare, già’ può apparire  una imposizione e non una opzione, poi, nell’atto stesso della decisione intervengono componenti spicciole di ansia, di incertezze, di ripensamenti, per non parlare delle contaminazioni culturali, ambientali, sociali che forse inquinano la chiarezza e la linearità  della scelta. In particolare modo mi riferisco alle scelte in campo affettivo: e’ interessante scoprire in quante numerose occasioni siamo chiamati a scegliere; dall’iniziare una relazione al continuarla o a decidere di voler bene soprattutto a se stessi per poi poter anche scegliere di rimanere soli.

 Ogni giorno ci viene data una  agenda immaginaria personale, tuttavia  molti appuntamenti non sono consapevolmente scelti da noi, molti aspetti negativi  della vita non li decidiamo, alcuni eventi pesanti non li costruiamo, ma li subiamo. Molti momenti non ce li meritiamo, molto dolore ci arriva senza averlo chiesto e quando arriva, e trova un varco aperto, chiama altro dolore. In una nudità umana fragile ed esposta si consumano vite, e allora ci possono anche  aggredire malattie che nella loro cattiveria, senza pietà. Partecipiamo annichiliti e impotenti a situazioni che non richiedono nessuna forma di operatività, ma  solo allo scempio del morboso assistere, perché “altro” non c’è da fare… E allora, il tema è: qui, dove si annida “la scelta”?

E allora si cercano certezze, soluzioni più per la consuetudine a pensare che per la capacità di trovarle.

Quindi, non scegliamo. O scegliamo poco. E rischiamo di essere scelti. Non si sa da chi, se dalla chimica, da un calcolo di probabilità, o dalla biologia, da un gesto di amore, di tenerezza o  solo di unione, da un progetto divino, da una imprevedibile quanto superba mescolanza di cellule o dal timore di rimanere soli.

Oppure, più semplicemente, potremmo aver bisogno di scegliere di essere stupidamente,  sorprendentemente, umanamente, appena  un po’ più felici. E non avere il timore di presentare a noi stessi, questa felicità.

L’essere scelti talvolta può essere pero’ anche una fortuna, poiché si può essere scelti da chi ci ama più di quanto noi amiamo noi stessi e paradossalmente ci può insegnare ad amarci di più. Scegliere di abitare, di nutrire, di vivere questa felicita’. Perché, se davvero ci dovessimo dire la  sola verità possibile, nessuno vorrebbe soffrire, ammalarsi, sentirsi inutili, sentirsi offesi, violati. Siamo scelti e/o possiamo scegliere. Questa e’ la libertà’ che l’essere umano possiede che se ben gestita apre il varco alla serenità e ad una migliore qualità di vita.

GIORGIO FALETTI

Categories: Articoli informativi

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